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DanceAbility® per il Team Building Aziendale. Un progetto vincente.

Lo scorso 6 giugno l’Orto Botanico di Padova ha ospitato la quarta edizione del Premio Innovazione in Psicologia. Un riconoscimento che viene dato ai progetti più innovativi in vari ambiti della psicologia. Per la categoria “Psicologia del lavoro delle organizzazioni e delle risorse umane” c’era anche Gruppo Polis con un progetto che porta la firma di Barbara Dardi, psicologa ed entusiasta partecipante del nostro laboratorio di DanceAbility.

Classificato fra i primi tre, il progetto di Barbara (in collaborazione con Alessandra Lunardelli e Luisa Fungenzi della cooperativa il Portico) è stato presentato durante la serata del 6 giugno, vincendo poi un meraviglioso secondo posto.

Abbiamo incontrato Barbara ed Alessandra per saperne di più sulla loro relazione con la DanceAbility e sulle loro aspettative per questo progetto. Ecco l’intervista:

Alessandra e Barbara - Premio Innovazione Psicologia
Alessandra Lunardelli e Barbara Dardi

La DanceAbility è presente da qualche anno all’interno di Gruppo Polis. Alessandra, come è iniziato si è evoluto il laboratorio in questi anni?
A: Il tutto è iniziato quando mi sono avvicinata alla DanceAbility come allieva nel 2008. Poi nel 2014 ho avuto la fortuna di essere stata selezionata per la Formazione Insegnanti di DanceAbility con il fondatore del Metodo Alito Alessi. Subito dopo ho proposto di iniziare un laboratorio presso la cooperativa dove lavoro, Il Portico, e l’idea è stata accolta con entusiasmo e abbiamo iniziato il laboratorio di DanceAbility presso il Centro Civico di Taggì di Sotto. Da allora vari laboratori nel hanno dato notevoli frutti, e ci sono state anche diverse richieste, sia da parte delle scuole che dai Comuni per aprire laboratori nelle palestre.

E tu, Barbara, come ti sei avvicinata alla DanceAbility?
B: Ho visto un’esibizione di DanceAbility per la prima volta 2 anni fa, quando il gruppo si è esibito durante l’estate in Piazza Italia a Villafranca Padovana, paese in cui abito. Sono da sempre attenta al mondo della disabilità e in passato avevo già avuto esperienze di volontariato e di lavoro con disabili fisici e psichici. Nel 2018, insieme ad una mia amica con cui ho fondato l’associazione culturale “LeAltreMenti”, abbiamo organizzato 2 eventi legati alla disabilità e ad uno di questi abbiamo invitato il gruppo ad esibirsi con la performance “Spettacoliamo”. È stato talmente bello e coinvolgente, che ho deciso che da ottobre avrei partecipato al corso insieme a mia figlia.

E quindi ti sei iscritta al laboratorio di DanceAbility di Gruppo Polis…
B: Ho pensato: “se lo spettacolo mi coinvolge così tanto guardandolo, chissà che emozioni proverò facendolo!”. Ho sempre creduto che i concetti di integrazione ed inclusione sociale, accettazione delle differenze, la trasformazione dei propri limiti in risorse per far emergere i propri talenti, non debbano rimanere solo belle parole, ma che necessitano di essere messe in pratica. Nel corso degli anni ho fatto diverse attività insieme a persone con disabilità, ma legate a laboratori manuali, all’accompagnamento a gite o svolgimento di giochi. Quello che mi ha convinto a partecipare è il tipo di attività legata alla corporeità; dato che ho uno stile di vita poco sportivo e più sedentario, fare qualcosa legato al corpo mi ha attirato. Facendolo, mi ha colpito la spontaneità dei ragazzi mentre si muovono e interagiscono tra di loro: hanno un’elevata capacità di esprimere sé stessi in modo autentico attraverso il corpo. L’uso del linguaggio non verbale per comunicare le emozioni risulta difficile per la maggior parte delle persone, mentre per loro no.

In che momento hai pensato che potesse essere uno strumento di Team Building aziendale?
B: Io sono una psicologa e lavoro come formatrice per aziende ed enti di formazione. Affronto le tematiche della comunicazione efficace, team building, creatività e problem-solving, gestione delle emozioni, ecc. Il mio approccio alle dinamiche aziendali è quello della psicologia positiva e si focalizza sulla qualità delle relazioni interpersonali, sul benessere e la qualità di vita lavorativa. L’accostamento, quindi, di un’attività altamente ad impatto umano e sociale all’interno di un contesto aziendale mi è venuto spontaneo.

Alessandra, tu cos’hai pensato quando Barbara ti ha proposto il Progetto del Team Building aziendale?
A: Sono rimasta entusiasta della proposta e l’abbiamo condivisa subito anche con Luisa (Fungenzi,n.d.r.). La DanceAbility è rivolta a tutti e quindi può facilmente entrare anche in contesti aziendali, perché è importante far capire che questo metodo è per tutti, nessuno escluso. L’idea che siano gli utenti stessi a insegnare di come si può comunicare con gli altri anche attraverso il movimento ci ha entusiasmate!

Cosa pensate che la DanceAbility possa dare alle persone (con e senza disabilità)?
B: C’è una condivisione bidirezionale: si dà e si riceve dagli altri in modo completo, perché l’altro diventa lo specchio di ciò che sei e ciò che vorresti. Questa attività scambia emozioni, senso di fiducia, collaborazione, consapevolezza delle proprie capacità. Aiuta a capire che tutto è possibile e che può essere fatto in modo personale e autentico, non legato a schemi mentali preconfezionati.       

A: Sì, e può migliorare le relazioni, abbassare il pregiudizio: tutti possiamo avere dei limiti che possiamo trasformare in risorse.

Veniamo al progetto: come avete deciso di portarlo avanti e quanto tempo c’è voluto per crearlo?
B: È nato tutto molto velocemente, da una proposta che ho fatto ad Alessandra e Luisa, responsabile della cooperativa Il Portico. Insieme abbiamo ragionato sulla durata e sugli aspetti tecnici. Alessandra si occuperà dell’organizzazione dell’attività di danza, io mi occuperò della gestione del gruppo durante i momenti di introduzione, riflessione e conclusione.

barbara presenta il suo progettoCome vi siete sentite quando avete saputo che il orogetto si era classificato fra i primi 3 al premio Innovazione in Psicologia?
B: Beh, io ho iniziato a saltare per la casa! Ormai controllavo ogni giorno la posta elettronica, aspettando una e-mail da parte dell’Ordine degli Psicologi del Veneto, ente che ha promosso il premio, e quando ho letto che eravamo stati selezionati ero felicissima! I progetti proposti sono stati più di 100! È una grande soddisfazione essere stati selezionati tra i primi 3.

A: Anche io sono stata molto contenta! Allo stesso tempo da parte mia c’era la consapevolezza della qualità di questo progetto e che  comunque sarebbe andata di sicuro non mi sarei fermata.

Il progetto si è classificato secondo. Cosa vuol dire in termini pratici?
B: Oltre ad un contributo economico da investire nel progetto stesso, l’Ordine degli Psicologi del Veneto farà promozione e pubblicità del progetto e ci offrirà un corso di formazione per agevolare la realizzazione del progetto.

Come sarà strutturata l’attività di DanceAbility per il Team Building Aziendale?
B: Il progetto segue diverse fasi e avrà una durata di 2 mesi in totale. Dopo un’introduzione al corso, ci saranno 3 sessioni da 2 ore, a distanza di 1 settimana, condotte da Alessandra. Durante l’attività, io avrò un ruolo di osservatore esterno e sarò lì per cogliere gli aspetti e le dinamiche di gruppo in modo più oggettivo. Ad ogni sessione, si farà seguire un momento di debriefing finale, prima con tutti i partecipanti, poi solo con i dipendenti dell’azienda.  Ad un mese di distanza, si prevede un altro incontro di feedback per testimoniare se l’attività ha portato dei cambiamenti concreti nelle dinamiche relazionali aziendali.

Quali sono le aspettative per questo progetto?
B: Ora, grazie all’intervento dell’Ordine degli Psicologi e con i nostri canali di comunicazione personali e di Gruppo Polis, proporremo direttamente alle aziende e agli enti di formazione l’attuazione del percorso. È un progetto innovativo e mai attuato. Sicuramente susciterà curiosità e spero che sia talmente elevata da contrastare il timore di venire coinvolti in un’esperienza di così alto impatto emotivo.

A: Porto sempre una frase con me che è…. NON È MAI TROPPO TARDI PER IMPARARE A FARE INCLUSIONE. È un privilegio poter far conoscere la DanceAbility anche nelle aziende. Se poi sono gli utenti in prima linea a far capire il significato del percorso allora l’obiettivo è raggiunto.

 

 

 

 

 


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