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Stefano Zamagni a Gruppo Polis per rilanciare la cooperazione sociale

Il secondo anno della Scuola di Alta Formazione di Gruppo Polis si è aperto sabato 12 settembre con l’intervento di un saggio della cooperazione italiana: il prof. Stefano Zamagni.

Zamagni, economista italiano, ex presidente dell’Agenzia per il Terzo Settore, attualmente presidente della Pontificia accademia delle scienze sociali, ha accolto i partecipanti della Scuola con temi e visioni utili ad iniziare questo secondo anno di formazione con uno sguardo più aperto e recettivo verso gli argomenti che affronteranno nei prossimi mesi.

“La cooperazione di fronte alle nuove sfide sociali ed economiche lanciate dalla pandemia.”

Questo il titolo del suo intervento, che ha messo al centro una cooperazione che si deve attrezzare ad accogliere sfide culturali ed etiche, ponendosi all’altezza di nuovi compiti e nuove trasformazioni e passando attraverso il riconoscimento del proprio lavoro.

Quello del riconoscimento, è un bisogno che viene affrontato in modo attento da Zamagni, e che mette in evidenza la necessità di un sistema premiale all’interno delle cooperative, in cui il premio, riconosciuto pubblicamente, dia una reale gratificazione al lavoratore.

Ma la domanda principale attorno a cui ruotano le nostre riflessioni è questa: quali sono le sfide che la cooperazione si trova ad affrontare?

    1. Superare la sindrome delle basse aspettative: è insita nei lavoratori delle cooperative sociali una bassa stima delle proprie capacità perché spesso il cooperatore non considera il proprio luogo di lavoro all’altezza di un’azienda. Va superata questa visione.
    2. Essere sempre più preparati: dobbiamo studiare e formarci continuamente e dobbiamo distinguere il pensiero calcolante (quello che ci aiuta a risolvere i problemi) dal pensiero pensante (quello che alimenta la visione).
    3. Essere pronti a competere con le B-Corporation. Si parla di Terzo settore come terza economia: la prima è quella capitalistica, la seconda è quella di stato, la terza è quella delle “benefit Corporation” cioè aziende profit nate negli USA 10 anni fa, dove l’obiettivo è il profitto ma anche una utilità sociale in ambito sanitario, scolastico, culturale. Anche in Italia ce ne sono circa 300. Hanno però una organizzazione di tipo capitalista e rispetto alle cooperative sociali raggiungono l’efficienza. Le cooperative invece hanno l’efficacia.
    4. Raggiungere l’indipendenza finanziaria. Questo è possibile grazie alle misure di finanza sociale previste dalla riforma sul terzo settore. Per fare un esempio: oggi c’è un patrimonio di 100 miliardi di coloro che non hanno eredi, ed è un patrimonio destinato ad aumentare. Il “testamento solidale”,  molto utilizzato dalla Comunità di sant’Egidio, è uno strumento molto importante che è utile approfondire, chiaramente lavorando molto sul conquistare la fiducia delle persone.


La Scuola di Alta Formazione prende avvio a Gruppo Polis nel novembre 2019 per coinvolgere soci, lavoratori e dirigenti delle cooperative in un percorso formativo guidato dal fil rouge dell’apprendimento cooperativo, in cui i partecipanti non sono ascoltatori passivi, ma si mettono in gioco con domande, proposte, riflessioni e provocazioni. Obiettivo è rendere tutti i professionisti in grado di assumersi la responsabilità di affrontare le sfide per dare un volto nuovo a Gruppo Polis.

 

 


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