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La necessità di un "Dopo di noi"

Inserito il 07/08/2014 | 0 Commenti

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La petizione aperta da Ileana Argentin a fine giugno ha già raggiunto le 75.000 firme: la legge per il "Dopo di noi", che tutela le persone con disabilità dopo la morte dei genitori, deve essere discussa e approvata entro il 3 dicembre, Giornata internazionale delle persone con disabilità, senza slittamenti e rallentamenti di sorta. 

Il numero di firme raccolte in poco più di un mese è un chiaro segnale dell'urgenza che è avvertita dalle famiglie e da chi è coinvolto in prima persona.

"Tanti si sono chiesti il perché di questa petizione, visto che in Italia e in Europa esiste già un'abbondante legislazione in materia." precisa Luisa Fungenzi, presidentessa della cooperativa Il Portico, in seguito alle polemiche e alle critiche sollevate alla petizione "Lavoro nell'ambito della disabilità da più di trent'anni, e nonostante le critiche che l'iniziativa sta ricevendo, sia per motivi politici che di opinione, credo che al contrario sia da prendere in considerazione perché se la legislazione attuale fosse sufficiente, non ci sarebbe stata questa adesione in massa: solo in 24 ore 35.000 firme; ma non solo, molte accompagnate da una testimonianza, da una storia di vita e di difficoltà." Storie di genitori e nonni che avvertono il peso di un pensiero incessante e logorante, una responsabilità che nega il diritto di ammalarsi, figuriamoci di morire.

L'obiezione maggiore che viene mossa alla petizione aperta dall'On. Argentin è per l'esistenza di una legislazione che già tutela i cittadini autosufficienti:

"La questione del "Dopo di noi" è già risolta dalle leggi vigenti. La conoscenza dei diritti esistenti ed esigibili consente infatti ad oltre un milione di cittadini non autosufficienti e quindi non in grado di autodifendersi di chiedere ed ottenere le prestazioni sancite dalle leggi. Occorre tenere conto delle leggi vigenti, rispettarne i diritti esigibili da esse sanciti, evitare di appoggiare iniziative legislative gravemente fuorvianti" afferma Vincenzo Bozza, presidente di UTIM (Unione per la tutela delle persone con disabilità intellettiva), presentando la sua contro-petizione per richiedere il rispetto delle leggi vigenti.

Ma forse questo non è abbastanza.

"Dobbiamo piuttosto interrogarci sul perché ancora una volta gli strumenti legislativi attuali fino ad un certo punto sono in grado di tutelare le famiglie." prosegue Luisa "Che cosa chiedono oggi le famiglie con una persona disabile? Sembrano chiedere la possibilità di scegliere la struttura a cui affidare il proprio figlio o fratello. Il più delle volte preferirebbero ricevere un sostegno nel proprio domicilio o, quando possibile, ricevere un sostegno per realizzare una vita autonoma. Le richieste, i desideri, i bisogni, sono molteplici e diversi da persona a persona e così da famiglia a famiglia."

Sicuramente era necessario aprire un dibattiito che ponesse degli interrogativi, che svegliasse le coscienze della cittadinanza su quel che avviene all'interno di mura domestiche complicate e preoccupate per il futuro e per una legislazione che, probabilmente, non dà abbastanza sicurezza riguardo il "Dopo di noi".

"Oggi la famiglia messa in difficoltà dalla crisi e dalla precarietà dei posti di lavoro a maggior ragione vive tutta la preoccupazione per un figlio disabile." conclude Luisa "È proprio vero che non ci sono sufficienti risorse per i servizi alla persona, per poter raggiungere tutti coloro che si trovano a vivere una situazione di disagio? Questa società può fare di più e innanzitutto deve coltivare un sogno: quello di una cultura dell'integrazione tale e una sensibilità e un amore per la giustizia tale che chi ha problemi di disabilità abbia le stesse opportunità di chi non li ha e il sostegno alla famiglia sia l'offerta di un percorso chiaro e semplice da seguire, per alleviare l'impegno al suo interno e per trovare facilmente delle risposte alle proprie necessità con la collaborazione di tutti."