Progetto Gasparotto Cantiere di Comunità - Gruppo Polis

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Progetto Gasparotto Cantiere di Comunità

Nei mesi di ottobre, novembre e dicembre 2025 abbiamo realizzato la prima parte del progetto “Piazza Gasparotto – Cantiere di Comunità”, finanziato dal Bando La città delle idee 2025-2026, attività realizzata con il contributo del Comune di Padova e della Camera di Commercio di Padova. Lo abbiamo fatto attraverso tre incontri nel nostro nuovo spazio, che oggi ha un nome: OfficinaGP Community Hub. Tre appuntamenti che ci hanno restituito un’immagine complessa, viva e stimolante di Piazzetta Gasparotto.

I partecipanti

Siamo riusciti a coinvolgere le associazioni e alcune società di professionisti con sede nella piazza, oltre agli enti pubblici, un rappresentante per la comunità nigeriana nella commissione per le persone straniere del Comune, l’Università di Padova, il GIT di Banca Etica, l’unità di strada Route4, professionisti della progettazione sociale e, ovviamente, Gruppo Polis.

Si è così creato un vero e proprio ecosistema diversificato, composto da:

• il terzo settore nelle sue varie forme (associazioni, impresa sociale)
• il settore privato e la filiera della conoscenza, con studi professionali e università
• il settore pubblico
• infine, i soggetti “transitanti”, quelli che non ci sono ancora e le reti potenziali.

I bisogni emersi

Le riflessioni emerse dai tre gruppi di lavoro, insieme ai contributi di Flaviano Zandonai — coinvolto nel progetto nel ruolo di facilitatore — ci hanno aiutato a leggere la piazza non solo per ciò che è, ma per ciò che può diventare: un vero e proprio laboratorio urbano di relazioni, cura e continuità.

Si tratta di un quadro articolato ma coerente rispetto ai bisogni della piazza, riconducibili a tre temi principali:

  1. il presidio sociale e la visibilità
  2. il dialogo e la collaborazione, con la necessità di rafforzare le connessioni tra chi abita, chi lavora e chi transita, nonché la possibilità di animare la piazza con attività e presenze lungo tutto l’arco della giornata
  3. l’importanza dell’identità di quartiere, della mediazione sociale e dell’ascolto dei bisogni concreti delle persone.

È chiara e condivisa la necessità di una maggiore cura relazionale, di connessioni tra soggetti diversi e di un equilibrio tra socialità, sicurezza e convivenza.

La piazza come bene comune

Flaviano Zandonai ha invitato a ripensare la governance della piazza in senso più ampio e inclusivo: la piazza non appartiene solo a chi ci abita, ma anche a chi la attraversa. Diventa quindi un bene comune dinamico, in cui le responsabilità sono diffuse e condivise.

La piazzetta oggi viene vissuta come un luogo dalle grandi possibilità ancora non sfruttate e perciò uno spazio che, nonostante la sua centralità geografica, resta ai margini. La sua qualità più forte sta proprio nella sua autenticità, nel suo essere imperfetta e lontana dai modelli di rigenerazione artificiale e “patinata”.

È apparso evidente che ripensare e innovare questo luogo non significhi tanto introdurre qualcosa di nuovo, quanto dare continuità all’esistente, creando le condizioni perché persone ed energie attive possano restare e consolidarsi.

La vera sfida, quindi, è superare la frammentazione e costruire un flusso dinamico di presenze, di iniziative e di relazioni capace di durare nel tempo.

I prossimi passi

Fatti nostri i risultati del percorso di ascolto e con la nuova consapevolezza su varie tematiche ottenuta grazie allo sguardo esperto di Flaviano Zandonai, ci riconvocheremo in primavera per dare una restituzione del lavoro svolto e proporre una visione per il futuro della piazza nella quale si inserisce la presenza di Gruppo Polis con la sua OfficinaGP Community HUB in Piazzetta Cesira Gasparotto.